Facesitting: l’adorazione delle parti intime della padrona

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Il facesitting: che cos’è?

Nonostante tutto, il facesitting è una pratica ancora poco diffusa, se non in determinati spazi dedicati al sesso BDSM o al masochismo. Come in altre pratiche sessuali che vedono una parte sottomessa a una parte dominatrice, nel facesitting vi è qualcuno che comanda e qualcuno che obbedisce. In via generale, la parte che comanda è rappresenta da una donna, mentre quella sottomessa è un uomo. Queste, però, sono specificità che possono variare molto in relazione alla situazione, ed è possibile che sia l’uomo il dominatore e la donna la parte sottomessa. In altri casi è persino possibile che ci sia il contatto lesbo o quello gay in pratiche simili.

Nel facesitting, in particolare, il partner dominatore si siede con le parti intime sulla faccia del partner sottomesso. In questo modo viene impostato un contatto orale-genitale, tra l’organo genitale del dominatore e la bocca della parte sottomessa. In alternativa, è possibile persino che si verifichi un contatto orale-anale. Pur essendo frequentemente utilizzato nei limiti della cultura BDSM, la pratica del facesitting viene utilizzata anche al di fuori di questa subcultura, per esempio in ambienti privati o durante il sesso amatoriale. Il facesitting viene utilizzato per il piacere sessuale della parte dominatrice, oppure per i giochi sessuali che si basano sull’umiliazione di uno dei due partner. In alcuni casi il facesitting è una variante naturale della posa del 69, in cui entrambi i partner possono ricevere e dare il sesso orale. L’eccitazione sessuale in questo caso si sviluppa per via degli odori e degli umori tipici della zona genitale mista a quella anale. Per via del fatto che si tratta di una vera e propria umiliazione per la parte sottomessa, alcune volte, – e a seconda di quale sia il sesso del partner dominatore, – il facesitting viene chiamato kinging o queening.

La storia.

La storia del facesitting sembra essere abbastanza recente come pratica, e svilupparsi in linea con altre pratiche sessuali simili. Certamente, il suo inizio ufficiale è più ritardato rispetto al sesso masochista classico, ma vi sono delle note storiche che confermano come il facesitting fosse utilizzato in Persia per umiliare gli schiavi (o le schiave) cadute prigioniere dopo una battaglia. Alla sua concezione attuale il facesitting è comunque arrivato solo grazie allo sviluppo della sessualità libera, e all’evoluzione delle pratiche di sesso estremo come il BDSM in alcuni Paesi dell’Europa, dell’Asia e negli Stati Uniti d’America. Secondo le statistiche, poi, le coppie che praticano questo tipo di sessualità, crescono di anno in anno, in quanto sempre più giovani si avvicinano di propria spontanea volontà al mondo del BDSM e delle pratiche affini.

Il facesitting è legale?

Fintanto che si tratta di pratiche che avvengono tra adulti consenzienti, si tratta di pratiche assolutamente legali. Durante le sessioni di BDSM o di sesso masochista, uno dei due potrebbe firmare addirittura un accordo dove è previsto il facesitting. Tuttavia, spesso viene usato dalle semplici coppie senza alcun accordo scritto. Il facesitting può essere illegale quando ci sono dei minorenni a partecipare a questi giochi. In tal caso si potrebbero avere dei guai con la legge ed è meglio stare attenti a situazioni simili.

Il facesitting è pericoloso?

Durante la sessione classifica di facesitting, non esiste alcun pericolo per il partner sottomesso. Quello dominatore, però, deve ricordarsi di alzarsi ogni tanto per far respirare la parte sottomessa, altrimenti rischia il soffocamento. In via generale, esistono delle regole precise che ogni dominatore deve rispettare se vuole prendere parte al facesitting. Una di queste è proprio di non costringere la parte sottomessa a lunghi periodi di assenza dall’ossigeno. Per questo, specie se si è alle prime armi, è meglio contattare solo partner dominatori con esperienza alle spalle, che sono in grado di svolgere la sessione nel migliore dei modi e rispettando tutte le regole del caso.

Durante il facesitting vengono utilizzati degli oggetti?

In linea generale, non vi è alcun bisogno di strumenti od oggetti extra, simili a quelli del BDSM o del bondage, nel facesitting. Semplicemente la parte sottomessa si sdraia su una superficie orizzontale, e quella dominatrice si posiziona sulla sua testa con i genitali rivolti in basso. Questo è tutto ciò che serve. In casi di giochi sessuali particolari e in occasioni speciali è possibile che vengano utilizzati degli speciali box, – chiamati “smotherbox”, – che servono a immobilizzare ancor di più la testa del partner sottomesso. Tali smotherbox variano: ci sono i queeningstool adatti quando la parte dominatrice è una donna, e i kinging stooll, quando la parte dominatrice è un uomo. Per il resto, non vengono usati bavagli, catene, corde o altri strumenti di questo genere.

Nella cultura popolare?

Il facesitting è una pratica decisamente molto famosa in Stati come il Regno Unito, tanto che Monty Python, un gruppo degli anni ’80, ci ha dedicato una canzone chiamata “Sit on My Face”. Subito entrata nella cultura del Regno Unito di quell’epoca, la canzone, scritta sulle note di “Sing As We Go” di Gracie Fields, richiama il piacere del lasciare che una donna si sieda sulla propria faccia. Il resto del brano è una continua allusione al sesso orale. Inoltre, la tecnica del face sitting viene utilizzata ne mixed wrestling: una particolare situazione che vede contrapposta una donna a un uomo. Il facesitting in questo caso viene usato solo per umiliare e sfiancare definitivamente l’avversario. Tuttavia, è tradizione che nel mixed wrestling a sfondo erotico, la donna debba necessariamente vincere contro il maschio, posizionandolo a terra, con la pancia in giù, e sedendocisi sopra.

La psicologia cosa ne pensa?

Secondo gli studiosi psicologi, non si tratta né di un disturbo, né di una perversione, o di una fissazione. Si tratta di normali pratiche sessuali di coppia, volte a scoprire il corpo l’uno dell’altra aggiungendoci della piccantezza in più. Ovviamente, non bisogna sviluppare l’ossessione per il facesitting, ma per il resto è una pratica del tutto “positiva”.

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