I primi passi per prepararsi ad una sessione di strapon

Nella mia lunga esperienza con l’uso dello strapon sui miei schiavi, ho sperimentato varie tecniche affinchè non fosse per loro troppo traumatico, soprattutto la prima volta, quando ancora non erano abituati.

In genere le persone vengono da me con questo desiderio, vogliono essere dominate nel modo più completo e io li accontento perchè mi eccita l’idea in sè e mi eccita veder loro provare dolore che poi si trasforma in piacere. Dopo le prime volte, solitamente diventa una pratica abituale che non provoca più quel dolore iniziale e tutto diventa estremamente interessante.

La prima cosa da fare è di far eccitare lo schiavo: con loro basta poco, si fa salire la sua eccitazione mediante l’uso di un linguaggio aggressivo e spinto; effettivamente sono eccitati, dopo qualche minuto di questo trattamento, dopo cioè che li umilio e li sottopongo a trattamenti duri ma in molti, specie coloro che lo fanno per le prime volte, hanno bisogno di un aiuto in più così permetto che avvenga un contatto fisico sin da subito e non finalizzato ad una punizione.

Sempre mantenendo il mio ruolo da padrona, li tocco e allargo fisicamente l’ano, incominciando con l’introduzione di un solo dito, inizialmente per poi aumentare il numero arrivando ad inserire sino a quattro dita contemporaneamente.

Sto dentro di loro in quel modo fintanto che non si abituano alla nuova sensazione e rifaccio quest’operazione più e più volte, intervallando le penetrazioni. A quel punto, l’ano è sufficientemente dilatato e può accogliere lo strapon in modo che il ricevente possa smettere velocemente di concentrarsi sul dolore e farlo invece sul piacere che a quel punto ne sta traendo.

Altre tecniche

Il BDSM non è certo però una serie di pratiche in cui è previsto che la padrona tocchi il proprio schiavo quando non lo vuole lei o all’inizio della sessione. Ai più esperti del gioco che vogliono passare ad un livello successivo, consiglio l’utilizzo di una crema anestetizzante, con la quale si rende molto più fluida l’introduzione dello strapon: questa crema, utilizzata dagli omosessuali nel periodo delle prime esperienze, va inserita non solo nella parte esterna, copiosamente, ma anche in quella interna iniziale. Dopo che avrà agito per qualche minuto e si sarà nel frattempo proseguito con la sessione normale finalizzata, appunto, ad eccitare e dunque ammorbidire naturalmente la muscolatura, allora si può procedere o ad inserire le dita oppure direttamente lo strapon procedendo con cautela, ma stando comunque sereni perchè grazie all’uso di questa crema ogni trauma è scongiurato.

Il limite di questa soluzione è che anestetizzando completamente la parte, non solo viene eliminato il dolore ma anche tutte le sensazioni che uno strapon deve procurare, perciò è consigliata agli inizi quando il corpo è particolarmente restio ad accettare il dolore ma è altrettanto consigliato cessare non appena diventa superfluo e l’ano ha di suo trovato una dilatazione naturale.

La crema ha tra i suoi ulteriori vantaggi quello di lubrificare notevolmente la zona e questo può tornare estremamente utile in qualsiasi occasione a prescindere dalla funzione anestetizzante; quando la si elimina, si può così ricorrere ad un comune lubrificante, da usare in dosi abbondanti sia all’esterno che all’interno ma anche sulla superficie dello strapon stesso.

La stessa funzione è ricoperta anche dalla saliva: molte dominatrici utilizzano dita e lingua a profusione per far più dilatare e i risultati si dimostrano eccellenti: dipende tutto dal soggetto con cui si ha a che fare e dal scegliere quale sia la soluzione migliore per il caso in questione.

dilatazione con dita e dildo prima dello strapon

I dilatatori

Ci sono persone che prima di ricevere uno strapon dentro hanno bisogno di prepararsi a lungo e non solo necessitano di lingua e dita ma, per raggiungere un buon grado di eccitazione e trarre il massimo godimento dalla penetrazione col dildo, devono per così dire allenarsi con i cosiddetti dilatatori.

Esistono molti tipi di questi oggetti ormai sempre più diffusi nel mercato che si differenziano per materiale e dimensioni: il primo dipende dalla persona che lo deve utilizzare che, appunto, può scegliere tra plastica, vetro e altri (il materiale non influisce sulla durezza ovviamente ma sulla velocità di riscaldamento in modo da non far percepire distintamente che si tratti di un qualcosa di estraneo e sviare la concentrazione); la grandezza, invece, è scelta in base alla dilatazione già raggiunta: si possono trovare nei sexy shop dilatatori anche di dimensioni maggiori a quelle di uno strapon, adatti però a pratiche come il Fisting. Sulla confezione si trovano comunque scritte le dimensioni del diametro dell’oggetto, che è l’informazione che più interessa a chi deve usarlo.

Bastano pochi giorni perchè il corpo si abitui, sia così pronto a ricevere uno strapon e, soprattutto, a goderne appieno: la preparazione iniziale è fondamentale per raggiungere il piacere ma fortunatamente, una volta capito quale sia il modo più indicato per la persona specifica, tutto è reso molto più semplice.