Il panorama sessuale italiano si arricchisce di nuova curiosità.
Sempre più persone si affacciano al mondo del BDSM, scoprendone un modo di vivere altamente erotico sopratutto per gli amanti del sesso trasgressivo.  

Ma in cosa consiste il BDSM?
Basti solo pensare che è un acronimo e significa: Bondage, Dominazione, Sadismo e Masochismo.

Bondage e sadomaso

Il bondage è un’antica pratica sessuale il cui obiettivo è deprivare il proprio partner, immobilizzandolo e costringendolo in una condizione passiva.

Si utilizzano corde, cappucci, bavagli o qualsiasi altro elemento affine. Esistono diversi gradi a seconda del proprio livello.

I novellini possono semplicemente imbavagliare, bendare o legare le mani al letto, così da sottoporre il proprio partner a qualsiasi tipo di fantasia erotica.
Per i più esperti c’è il bondage vero e proprio, in cui il partner è completamente legato e immobilizzato. Ovviamente si tratta di BDSM estremo ed è necessaria molta esperienza e corsi di formazione perché la costrizione potrebbe rallentare il flusso sanguigno e creare dei danni.

Il sadomaso è invece l’insieme delle pratiche atte a provocare dolore nell’altro. Possono essere fisiche e mentali.

Le pratiche fisiche sadomaso sono tutte quelle in cui è prevista una forza e uno strumento, come schiaffi, calci, fruste, catene o torture.
Vi è una figura dominante e una sottomessa, la seconda è completamente nelle mani della prima ma è d’obbligo sancire una safe word (parola di sicurezza) in modo che qualora le cose andassero male o il dolore fosse insopportabile, tutto viene smesso automaticamente.

Le tecniche sadomaso possono anche essere di tipo mentale, calcando sulle debolezze e sulle paure del sottomesso. Rientra in questa pratica l’umiliazione ad esempio.
Il sottomesso è denigrato in quanto tale, a causa del suo corpo, della sua sessualità o di altre componenti fisiche che provano dolore emotivo.

Se da un lato il sottomesso prova piacere in queste torture (masochismo) dall’altro c’è una persona che gode nell’espletare queste torture (sadismo).
Il risultato è un rapporto piacevole per entrambi anche se, spesso, esente dal sesso.

Mistress e Schiavo

Nella sfera del Bdsm italiano rientra un’ulteriore ed interessante pratica ovvero quella del dominatore e del suo schiavo.
La figura femminile è la Mistress, ovvero la Padrona, mentre quella maschile è il Master.
Lo schiavo o la Schiava sono persone che si sentono inferiori a questa figura e decidono per questo di sottomettersi, fisicamente e mentalmente, fino alla fine del rapporto.

Possono esserci rapporti sessuali ma non è d’obbligo, anzi.
Le Mistress difficilmente fanno sesso con i loro schiavi perché li vedono come degli inferiori e non come degli uomini. Il loro rapporto è basato perlopiù su una serie di pratiche di dominazione sessuale.
Parliamo ad esempio di pony play dove lo schiavo è degradato a pony che porta a spasso la sua padrona, dogging in cui si deve comportare da cane con tanto di osso e collare, strap on per svilire la virilità dello schiavo, femminilizzazione per ridurlo a donna, sissyficazione in cui lo schiavo diventa addirittura una cameriera con l’ordine di pulire tutta casa.
Altre volte gli schiavi sono utilizzati come veri tutto fare, portando la Padrona in giro per le sue commissioni o fungendo da Bancomat per le sue spese.

Nel caso del Master, c’è una sfera erotica più presente in cui la slave o lo schiavo sono umiliati fisicamente e sottoposti a una serie di torture e obblighi sessuali al solo scopo di compiacere il proprio padrone.

Insomma, anche in questo caso come nei precedenti, si tratta di rapporti consenzienti in cui le figure sono pienamente convinte della loro superiorità o inferiorità e provano piacere in essa.

Nessuna vera costrizione, ricatto o abuso.
Il BDSM è qualcosa da vivere in piena convinzione e nel nome del puro piacere del sesso trasgressivo.